DISEGNO DI LEGGE

Art. 1.

(Condotte lecite e Coltivazione in forma personale)

1. All’articolo 72 del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n.309, al comma 2 è premesso il seguente:

«1-bis. Salvo quanto previsto da specifiche disposizioni di legge, l’uso personale non terapeutico delle sostanze stupefacenti o psicotrope previste dall’articolo 14 non è sanzionabile penalmente né amministrativamente».

2.All’articolo 17, comma 1, del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n.309, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «salvo quanto stabilito nell’articolo 26, commi 1-bis, 1-ter, 2-bis e nell’articolo 30-bis».

3. All’articolo 26 del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n.309, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 1 le parole: «salvo quanto stabilito nel comma 2» sono sostituite dalle seguenti: «salvo quanto stabilito nei commi 1-bis, 1-ter, 2 e 2-bis»;

b) dopo il comma 1 è inserito il seguente:

«1-bis. Al di fuori del regime delle autorizzazioni di cui agli articoli 17 e 27 e fatto comunque salvo quanto stabilito dall’articolo 73, sono consentite le seguenti condotte alle condizioni di seguito stabilite:

a) la coltivazione privata per uso esclusivamente personale di cinque piante di Cannabis di sesso femminile, senza limitazione di genetica e contenuto di cannabinoidi, per ciascuna persona maggioredi età, fino ad un massimo di tre persone maggiorenni per domicilio; chi, per approvvigionamento personale, ricerca o uso medico, intendesse coltivare un quantitativo superiore di piante dovrà inviare alla prefettura–ufficio territoriale del Governo una comunicazione, non soggetta ad alcuna autorizzazione, recante l’indicazione del numero esatto e del luogo di coltivazione; In caso di mancata o errata comunicazione si applica una sanzione amministrativa pecuniaria di euro 250 per la prima infrazione, aumentata a euro 2.500 in caso di recidiva. La coltivazione non deve avere scopo di lucro; se riscontrata una cessionecomporta l’applicazione di quanto previsto dall’articolo 73.

b) la detenzione delle infiorescenze delle piante di Cannabis di cui alla lettera a) raccolte ed essiccate e dei loro derivati, purché non sia svolta alcuna attività di lucro ai sensi del comma 2-bis, che è esclusivamente subordinata all’apertura della partita IVA;

c) nel caso in cui la coltivazione abbia luogo all’esterno, essa deve essere svolta in luogo intestato alla persona che ha la responsabilità della coltivazione privata;

d) nel caso in cui la coltivazione abbia luogo all’interno, essa deve rispettare le seguenti norme igienico-sanitarie:

1) obbligo di presa d’aria per l’aerazione dei locali;

2) presenza di impianti elettrici a norma di legge;

e) il raccolto deve essere detenuto lontano dalla portata di persone minori di età ».

Art. 2.

(Associazioni non profit di coltivatori e consumatori)

1. All’articolo 26 del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n.309, dopo il comma 1-bis, introdotto dall’articolo 1, comma 2, lettera b), della presente legge, è inserito il seguente:

«1-ter. È consentita la coltivazione di Cannabis in forma associata, ai sensi del titolo II del libro primo del codice civile, nei limiti quantitativi di cui al comma 1-bis e con un numero di associati che coltivano presso lo stesso indirizzo superiore a tre persone. Il responsabile legale dell’associazione deve inviare alla prefettura–ufficio territoriale del Governo una comunicazione recante l’indicazione espressa del numero dei soci, che devono essere maggiorenni, il luogo in cui si intende realizzare la coltivazione, la superficie dell’area coltivata, il numero di piante e l’assenza di fini di lucro. La comunicazione di cui al presente comma non è soggetta ad approvazione. Presso la sede dell’associazione non è consentita la vendita di bevande alcoliche.

Nel caso in cui l’associazione superi il massimale di piante coltivabili, pari a cinque per ciascun socio tesserato, o non sia stata effettuata la relativa comunicazione o la coltivazione non corrisponda alla comunicazione, si applica una sanzione amministrativa pecuniaria di euro 1.000 per la prima infrazione, aumentata a euro 5.000 in caso di recidiva.

I dati contenuti nella comunicazione sono trattati come dati personali ai sensi dell’articolo 9 del regolamento (UE)2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016».

Art. 3.

(Detenzione, possesso e consumo di Cannabis)

  1. Dopo il capo I del titolo III del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n.309, è inserito il seguente:

«CAPO I-bis.

DELLA DETENZIONE

Art. 30-bis.

1.(Detenzione personale di Cannabis all’interno di aree private) Al di fuori dei casi di cui all’articolo 26, commi 1-bis e 1-ter, e fatto comunque salvo quanto stabilito dall’articolo 73, è consentita ai maggiorenni la detenzione personale di Cannabis e dei prodotti da essa derivati all’interno di aree private, oltre ai casi di cui all’articolo 26 comma 1-bis, di un quantitativo dimostrabile attraverso apposita ricevuta fiscale. E’ altresì obbligatorio conservare la ricevuta fiscale di acquisto intestata alla persona fisica che detiene il prodotto in misura superiore ai 200 grammi. In caso di violazione del presente comma, oltre al sequestro integrale del prodotto, si applica una sanzione amministrativa pecuniaria pari a 250 euro per la prima infrazione, aumentata a euro 2.500 in caso di recidiva.

2.(Detenzione personale di Cannabis fuori dalle aree private) Fatto salvo quanto stabilito dall’articolo 26, commi 1, 1-bis, 1-ter e 2, e fatto comunque salvo quanto stabilito dall’articolo 73 e dall’articolo 30-bis, è consentito ai cittadini maggiori di età, fuori dalle proprie proprietà private, il possesso personale di 15 grammi di Cannabis o derivati. Il possesso personale di Cannabis o derivati in misura superiore a 15 grammi deve essere accompagnato da apposita ricevuta fiscale che attesti una data di acquisto compatibile al trasporto presso la propria residenza o accompagnato da apposita certificazione medica contenente l’indicazione dei limiti di assunzione. Il possesso personale di Cannabis o derivati in misura superiore a 15 grammi senza apposita ricevuta fiscale, ma inferiore a 25 grammi comporta il sequestro del prodotto e la segnalazione del soggetto detentore alla questura territorialmente competente. In caso di recidiva si applica una sanzione amministrativa pecuniaria pari a 250 euro. Il possesso personale di Cannabis o derivati in misura superiore a 25 grammi senza apposita ricevuta fiscale comporta il sequestro del prodotto, l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria pari a 500 euro e la completa applicazione dell’articolo 73.

3. (Consumo di Cannabis e derivati) Il consumo di cannabis non è soggetto ad alcuna restrizione e sanzione, tranne in luogo pubblico con presenza di minori, dove è punito con l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria pari a 250 euro.

4. (Guida sotto effetto di Cannabis) Nei casi previsti dall’articolo 187 del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, derivanti dal consumo di Cannabis, la verifica dello stato di alterazione psico-fisica è effettuata mediante un test di sobrietà sul campo standardizzato (TSCS), svolto dal conducente alla presenza delle Forze dell’Ordine, con le modalità di cui alle seguenti lettere: a) la verifica del nistagmo, al fine di controllare l’eventuale mancanza di un movimento regolare delle pupille ed un nistagmo prolungato alla massima deviazione degli occhi; b) il walk and turn test, al fine di misurare la capacità di mantenere l’equilibrio, camminare in linea retta e seguire eventuali indicazioni; c) il One-Leg Stand Test, al fine di misurare l’equilibrio e la coordinazione rimanendo su una sola gamba per 30 secondi. Se il test TSCS non viene superato, si procede ad una verifica tramite esame delle urine, il cui nuovo cut-off viene fissato a 150 ng/ml.».

  1. Alla rubrica del titolo III del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n.309, dopo le parole: «coltivazione e produzione,» sono inserite le seguenti: «alla detenzione,».

Art. 4.

(Sanzioni amministrative e penali)

1. All’articolo 75, comma 1, le parole «comprese nelle tabelle II e IV» sono sostituite dalle seguenti «comprese nella tabella IV».

2. All’articolo 79, comma 1, le parole «se l’uso riguarda le sostanze e i medicinali compresi nelle tabelle I e II, sezione A, previste dall’articolo 14, o con la reclusione da uno a quattro anni e con la multa da euro 3.000 ad euro 26.000 se l’uso riguarda i medicinali compresi nella tabella II, sezione B, prevista dallo stesso articolo 14» viene sostituito dal seguente «se l’uso riguarda le sostanze e i medicinali compresi nella tabella I».

3. All’articolo 79, comma 2, dopo le parole «all’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope» sono inserite le seguenti «se l’uso riguarda le sostanze e i medicinali compresi nella tabella I».

4. All’articolo 73, comma 1 bis, del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n.309, dopo la parola: «Chiunque,» sono inseritele seguenti: «salvo quanto previsto dai commi 1-bis, 1-ter e 2-bis dell’articolo 26 e dall’articolo 30-bis,».

5. All’articolo 73, comma 4, del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n.309, infine sono inserite le seguenti parole: «salvo quanto previsto dai commi 1-bis, 1-ter e 2-bis dell’articolo 26 e dall’articolo 30-bis».

Art. 5.

(Mercato libero della Cannabis)

1. All’articolo 26 del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n.309, è apportata la seguente modificazione:

a) dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:

«2-bis. Al di fuori del regime delle autorizzazioni di cui agli articoli 17 e 27 e, fatto comunque salvo quanto stabilito dall’articolo 73 e dai commi 1-bis e 1-ter del presente articolo, è istituito il mercato libero della Cannabis, con le modalità e alle condizioni di cui alle seguenti lettere:

a) il mercato libero della Cannabis è riservato ai cittadini maggiorenni, sia relativamente all’avvio e alla gestione dell’attività sia relativamente all’acquisto del prodotto. I titolari dell’attività non possono aver riportato condanne con sentenza passata in giudicato per i reati di cui all’articolo 416-bis del codice penale. Al momento di avvio dell’attività di commercio di Cannabis e derivati, alla segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) è allegata copia di un documento di identità valido del titolare della partita IVA o del responsabile legale della società, copia dell’atto costitutivo della stessa e copia dello statuto oltre a copia del certificato antimafia rilasciato dalla prefettura–ufficio territoriale del Governo competente. Gli esercizi commerciali al dettaglio e all’ingrosso non possono essere collocati a meno di 50 metri da edifici scolastici o parchi pubblici e non possono vendere alcolici di alcun tipo, né tabacchi lavorati. Sulle confezioni dovrà essere precisamente indicato il quantitativo di cannabinoidi presenti, il metodo di essiccazione, le modalità di preparazione ed il profilo microbiologico completo. Le attività del mercato libero possono commercializzare qualsiasi tipologia di cannabis, derivato o parte vegetale della pianta, senza limiti di genetica e senza limiti di contenuto di cannabinoidi, sia nella materia prima che nel prodotto finale, purchè indicati espressamente.

b) le attività registrate alla Camera di Commercio devono annotare su apposito registro rilasciato dalla Guardia di finanza il numero di piante coltivate, l’area della superficie di coltivazione, le quantità di raccolto prodotto, le quantità vendute certificate mediante apposita ricevuta fiscale o fattura intestata al cliente, il fondo di magazzino residuale, gli scarti di produzione;

c) il mancato adempimento degli obblighi di cui alla lettera a) e b) comporta l’applicazione di quanto previsto dall’articolo 73. La cessione di Cannabis a minori di età comporta l’interdizione dall’attività e l’applicazione automatica delle pene previste in caso di recidiva;

d) solosui prodotti finali lavorati relativi alla vendita al dettaglio del mercato libero della Cannabis è applicata l’imposta sul valore aggiunto con l’aliquota fissa del 22 per cento, maggiorata di un ulteriore 3 per cento che è destinato al fondo per il miglioramento delle infrastrutture scolastiche statali, al miglioramento del servizio sanitario e al miglioramento delle condizioni di vita delle persone con minor reddito attraverso attività di previdenza ed assistenza sociale;

e) il trasporto di quantità di Cannabis o derivati riservato alle aziende è controllato con speciali bolle di trasporto. Le medesime aziende hanno altresì l’obbligo di coltivazione nel rispetto dei princìpi dell’attività di agricoltura biologica di cui al regolamento (CE) n. 834/2007 del Consiglio, del 28 giugno 2007, nonché del regolamento (CE) n. 889/2008 della Commissione, del 5 settembre 2008, e del regolamento (UE) n. 271/2010 della Commissione, del 24 marzo 2010. In caso di violazione delle norme sulla coltivazione all’aperto relative al rispetto dei princìpi dell’attività di agricoltura biologica, al coltivatore di Cannabis si applicano una sanzione amministrativa pecuniaria ai sensi della legge 24 novembre 1981, n. 689, la temporanea interdizione dall’attività di produzione di Cannabis e la confisca del prodotto. Il controllo sulla qualità della coltivazione della Cannabis e dei suoi derivati è svolto dalla direzione generale della prevenzione e del contrasto alle frodi agro-alimentari del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e dal Comando carabinieri per la tutela della salute, posto funzionalmente alle dipendenze del Ministro della salute;

f) l’Istituto nazionale di statistica provvede a istituire due distinti codici ATECO dedicati alle attività commerciali del mercato libero della Cannabis, relativi rispettivamente al commercio all’ingrosso e al dettaglio di Cannabis, articoli per la coltivazione e per fumatori».

Art. 6.

(Uso medico della Cannabis)

1. All’articolo 38 del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n.309, dopo il comma7 è aggiunto il seguente:

«7-bis. Il Ministero della salute promuove, d’intesa con l’Agenzia italiana del farmaco, la conoscenza e la diffusione di informazioni sull’impiego appropriato dei medicinali contenenti princìpi naturali della pianta di Cannabis».

2. All’articolo 26 del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n.309, il comma 2 è sostituito dal seguente: «2. Il Ministro della salute può autorizzare enti, aziende commerciali, persone giuridiche private, istituti universitari e laboratori pubblici aventi fini istituzionali e di ricerca alla coltivazione di piante di cui al comma 1 per scopi scientifici, sperimentali, didattici, terapeutici o commerciali finalizzati alla produzione atta a soddisfare il fabbisogno nazionale e territoriale, con prelazione riservata ad aziende e realtà locali con sede vicina all’azienda sanitaria locale di riferimento della fornitura, che può essere richiesta direttamente dalle farmacie tramite moduli rilasciati dal Ministero della salute e sottoposti a controllo semestrale ».

3. All’articolo 41 del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n.309, sono apportatele seguenti modificazioni:

a) dopo le parole: «di cui all’allegato III-bis» sono inserite le seguenti: «ovvero per quantità terapeutiche di medicinali contenenti principi naturali derivati dalla pianta di Cannabis» e dopo le parole: «alla terapia del dolore secondo le vigenti disposizioni» sono inserite le seguenti: «nonché di malati affetti da sintomatologia che risponda favorevolmente a tali preparati»;

b) dopo il comma 2 è inserito il seguente:

«2-bis. Per malati affetti da sintomatologia che risponda favorevolmente alla Canna-bis o a medicinali a base di princìpi attivi derivati dalla pianta o sulla base di studi scientifici accreditati che certificano la validità della Cannabis come rimedio terapeutico, tutti i professionisti sanitari riconosciuti dal Ministero della salute possono prescrivere direttamente il medicinale richiesto a base di Cannabis, aumentare il numero di piante coltivabili da parte del paziente richiedente o mettere a disposizione, dietro pagamento della prestazione, il proprio laboratorio per le analisi sanitarie del raccolto dei soggetti coltivatori di cui al comma 2-bis dell’articolo 26 ».

4. All’articolo 43 del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n.309, sono apportatele seguenti modificazioni:

a) dopo le parole: «dolore severo» sono inserite le seguenti: «o per la prescrizione di preparazioni e di sostanze vegetali a base di Cannabis»;

b) dopo il comma 8 è inserito il seguente:

– «8-bis. Chiunque è autorizzato a traspor-tare preparazioni e sostanze vegetali a base di Cannabis purché munito di certificazione medica per l’effettuazione di terapie domiciliari».

5. All’articolo 45, comma 4, del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n.309, dopo le parole: «tabella dei medicinali, sezioni B e C,» sono inserite le seguenti: «odi farmaci contenenti derivati naturali o sintetici della Cannabis».

Art. 7.

(Relazione alle Camere)

1. A decorrere dall’anno successivo a quello di entrata in vigore della presente legge, il Presidente del Consiglio dei ministri presenta alle Camere, entro il mese di gennaio di ciascun anno, una relazione sullo stato di attuazione della presente legge e sui suoi effetti.

Art. 8.

(Effetti penali e amministrativi)

1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge cessano l’esecuzione e gli effetti penali e amministrativi delle condanne irrogate ai sensi degli articoli 73, 75, 75-bis e 79 del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n.309, in ordine alla coltivazione, cessione, vendita e detenzione di Cannabis, come consentite ai sensi della presente legge. A decorrere dalla medesima data sono inoltre cancellati dal casellario giudiziale i riferimenti a reati commessi negli ultimi cinquanta anni che rientrano tra le condotte lecite ai sensi di quanto stabilito dalla presente legge.

Art. 9.

(Entrata in vigore)

1. La presente legge entra in vigore sessanta giorni dopo la data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.