Siamo
lieti di annunciare la realizzazione congiunta del Manifesto per la
Cannabis Libera, aperto alla sottoscrizione pubblica e sul quale
svilupperemo la pressione territoriale tesa al cambiamento delle odierne
politiche sulla cannabis che penalizzano i consumatori ed i coltivatori
per uso personale oltre a creare un grosso danno sociale, su diversi
livelli, nel nostro Paese.

Con
questo Manifesto vogliamo lanciare un forte messaggio affinché ogni
cittadino possa valutare autonomamente se sia giusto o meno un deciso
cambio di approccio sul tema, passando da un proibizionismo irreale ed
irrealizzabile evidentemente anacronistico ed antiscientifico, che di
fatto condanna persone per condotte innocue e personali, ad una
regolamentazione della cannabis proficua a livello sociale ed economico.

A
meno che non si reputi giusto arrestare innocenti e regalare miliardi
alle narcomafie sostenendo speculazioni aziendali su pazienti nel
circuito farmaceutico: la scelta è di ciascuno di noi.

Crediamo
fortemente che un sostegno comune su questa tematica da parte di tutte
le realtà che da anni si battono per la Cannabis e per
l’antiproibizionismo sia fondamentale, soprattutto nel contesto
legislativo attuale che tende a disgregare la pressione comune dividendo
vari piani di interesse applicativo e creando diverse normative
conseguenti.

Non
si deve tendere a dividere i campi di utilizzo, seppur esistano mille
sfaccettature della cannabis, tutte ugualmente importanti, ma, ora come
ora, l’arresto e la persecuzione dei cittadini per una loro scelta
personale deve essere punto cardinale a dispetto delle politiche
associative di business e sviluppo di filiere agroindustriali o
farmaceutiche, che sicuramente si possono portare avanti, ci
mancherebbe, ma possibilmente inserendo nelle discussioni un messaggio basilare di libertà totale per i consumatori e coltivatori di cannabis per uso personale.

La
tematica dei Diritti Umani ci coinvolge tutti, in prima persona e
trasversalmente, ed è tempo di schierarsi apertamente e chiaramente
verso il loro riconoscimento e la loro tutela.

Purtroppo nei tempi odierni non basta solo esporre i propri ideali, come bene rappresentato nella Carta dei Diritti depositata al Parlamento Europeo nel 2015, ma occorre anche proporre una risposta sociale e politica
alla situazione di discriminazione attuata oggi sulla cannabis e sui
consumatori. Così, in collaborazione con numerose realtà ed attivisti
sul territorio, abbiamo redatto una proposta collettiva completa che
possa porsi come base legislativa per una futura necessaria riforma normativa sulla tematica.

L’attuale
situazione di persecuzione nei confronti dei coltivatori e consumatori
per uso personale deve finire al più presto; è assurdo che coltivare
qualche pianta per il proprio fabbisogno sia ancora considerato reato,
con tutte le conseguenze legali connesse.

Se
si vuole migliorare bisogna dunque affrontare la situazione normativa
dalla base, ragionando per cambiare il testo unico sugli stupefacenti,
legge che ci accomuna e penalizza tutti, spostando l’attenzione sui
diritti, partendo dalla coltivazione personale e dalla tutela del
consumatore, per poi aprirsi a garantire il mercato, e non viceversa
come si vorrebbe fare ora in tutti i settori, altrimenti gli effetti
negativi sono esattamente quelli che abbiamo sotto gli occhi tutti, con
passi che più che avanti sembrano essere di lato e mirati solo
all’arricchimento di pochi privilegiati.

La proposta di riforma normativa collettiva, strutturata in otto punti focali, è stata redatta insieme a decine di attivisti, realtà, aziende ed associazioni attive sul territorio nazionale sulla tematica. E’ frutto dell’intenso ed appassionato lavoro volontario di tante persone ed è concepita al solo fine di porre una prima, fondamentale base normativa che regolamenti finalmente la cannabis in modo da terminare questo infausto periodo di ingiusta proibizione e persecuzione.

L’obiettivo
è strutturare una nuova base di legge per proporla al Governo della
nostro Paese, al Presidente del Consiglio, al Ministro della Giustizia,
al Ministro dell’Interno, al Ministro della Salute ed al Ministro
dell’Economia e del Lavoro in particolare.

La proposta descritta in questo Manifesto per la Cannabis Libera, centrata sui diritti delle persone, ha come obiettivo l’avviamento di un reale avanzamento propositivo
che tenda a cambiare le normative anacronistiche e surreali che
regolano la nostra amata pianta nella sua totalità, oltre a voler
divenire strumento di aggregazione su tematiche che siano orientate maggiormente verso l’ambito socio-culturale
rispetto all’attuale orientamento mediatico economico che si vuole
imprimere forzatamente alle argomentazioni, sviluppando quindi il
necessario dibattito giuridico e creando un’unità di messaggio
fondamentale per poter sviluppare insieme un nuovo approccio mentale e
soprattutto una nuova politica sociale sulla tematica cannabis.

I nostri obiettivi, le nostre intenzioni e le nostre aspirazioni sono contenute in questo Manifesto per la Cannabis Libera
che rappresenta, con la sua sottoscrizione, il nostro impegno a
seguirne le linee guida e volerne realizzare i contenuti rendendoli
apprezzabile realtà nello Stato Italiano.

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