1) Diritto di uguaglianza e sviluppo della personalità

Considerato e valutato dalla scienza empirica che l’uso di cannabis non
causa danni a terzi né alla società, proibire il consumo, il possesso e la
coltivazione di cannabis per uso personale è una chiara violazione dei diritti
di uguaglianza ed entra in una sfera privatistica nella quale la legge non
dovrebbe entrare se non per rendere possibile l’effettiva accessibilità a tale
diritto;
inoltre in quanto l’utilizzo di cannabis è solo un modo per le
persone di differenziarsi
dal resto della società, e dal momento che la Costituzione
Italiana protegge il diritto dell’individuo di essere unico e
indipendente, lo Stato non può ledere tale diritto di sviluppare la
propria personalità.

L’imposizione di un unico standard di vita sano non è
ammissibile in uno stato liberale che fondi la sua esistenza sul riconoscimento
della
unicità umana e l’indipendenza. (in riferimento all’Articolo 22 –
Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e Articolo 2 e 3 – Costituzione
Italiana)

Articolo 22

ogni individuo in quanto membro della società, ha diritto alla sicurezza sociale nonchè alla realizzazione, attraverso lo sforzo nazionale e la cooperazione internazionale ed in rapporto con l’organizzazione e le risorse di ogni stato, dei diritti economici, sociali e culturali indispensabili alla sua dignità ed al libero sviluppo della sua personalità.

Dichiarazione Universale Diritti dell’Uomo

Costituzione Italiana

La Costituzione italiana è di valenza maggiore rispetto alle previsioni di leggi ordinarie, che sono di rango inferiore nel quadro della gerarchia delle fonti normative; sarebbe buona etica che questa regola di applicazione generale delle norme nel nostro ordinamento giuridico venga rispettata.

Articolo 2

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Articolo 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Costituzione Italiana

2) Diritto all’autoproduzione ed all’autoconsumo

La cannabis è una pianta, un dono della
natura. Da sempre è riconosciuto a ciascuno di poter autoprodurre i propri
alimenti e prodotti per uso e consumo personale anche quando questi sono
inebrianti, nel rispetto di normative disciplinari eventuali; reclamiamo questo
diritto per i consumatori e coltivatori di cannabis. Anche in questo caso è un
diritto del cittadino poter eseguire una condotta disciplinare che non
danneggia terzi né la società nel suo complesso, oltre ad essere l’unica vera
pratica in grado di debellare il mercato nero e la distribuzione illecita.

3) Diritto alla libertà terapeutica

Acclarata
una patologia o determinato un disagio che possa essere contenuto o risolto
tramite l’utilizzo di cannabis, non può essere lo Stato o il SSN a decretare
come, quando, e quanto il singolo debba e possa intervenire su se stesso.

Come
ad ogni persona è riconosciuto il diritto di agevolarsi il sonno con la
camomilla, o a stimolare l’attività con il ginseng o il caffè, ovvero ad
alterare il proprio stato di coscienza al di fuori di un controllo medico, lo
stesso diritto deve essere riconosciuto anche al consumatore di cannabis e
nello stesso modo, come ciascuno può regolare la propria funzionalità
intestinale, combattere la ritenzione idrica, aiutarsi a perdere o acquistare
peso ed intervenire su una miriade di altre sintomatologie o disagi, senza
doversi obbligatoriamente rivolgere ad un medico, questo deve
avvenire anche per il consumatore di cannabis; parimenti va garantito
l’accesso al prodotto medico nel pieno rispetto della libertà di cura, ma anche
permettendo la libera scelta del metodo di approvvigionamento, prevedendo la
possibilità dell’auto-coltivazione, dell’appartenenza a un’associazione o della
delega a persona di fiducia. Vanno inoltre condotte campagne d’informazione
per il personale medico. (in riferimento all’Articolo 32 – Costituzione
Italiana)

Articolo 32

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

Costituzione Italiana

4) Diritto alla ricerca

Come
per ogni altra produzione, l’ingegno umano continua a produrre miglioramenti, e
a selezionare tipologie di prodotto adatti al territorio, alle migliori
modalità di produzione e di lavorazione. Questa è la ricerca; non è accettabile
che la legge intervenga per limitare questo diritto, lo Stato può solo decidere
di non finanziare con soldi pubblici una ricerca, ma l’impedirla con norme
restrittive specifiche vìola il diritto alla ricerca, impedendo nei fatti la
trasmissione del sapere ed anche il diritto alla libertà di insegnamento. (in
riferimento all’Articolo 9 – Costituzione Italiana)

Articolo 9

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio ed il patrimonio storico e artistico della Nazione

Costituzione Italiana

5) Diritto alla non discriminazione

Il
consumo di cannabis non può essere una ragione perché qualcuno sia discriminato
sul luogo di lavoro, perché venga limitata la sua libertà di movimento o gli
vengano negati titoli di abilitazione peraltro conseguiti a seguito di pubblici
esami. (in riferimento all’Articolo 4 – Costituzione Italiana)

Articolo 4

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Costituzione Italiana

6) Diritto a contrastare la criminalità organizzata

Tramite
l’autoproduzione si va a togliere potere alle organizzazioni criminali, togliendo
il consumatore dal mercato illegale della sostanza, che finanzia attività
illecite di vario tipo. Inoltre non si incrementa, tramite l’autoproduzione per
uso personale, la domanda e la quantità di stupefacenti immessa sul mercato.

Regolamentando
correttamente l’autoproduzione personale tramite una legge equa si sviluppa una
fiducia del consumatore-coltivatore verso lo Stato, che si esercita
nell’effettivo contrasto delle condotte di spaccio illecito del prodotto.

7) Diritto al libero associazionismo

Al
fine di tutelare l’approvvigionamento personale di ciascun cittadino proponiamo
il modello auto-sussistente dei C.S.C., i Cannabis Social Club.

I
Cannabis Social Clubs nascono dall’esigenza di garantire l’approvvigionamento
personale di cannabis sviluppando una coltivazione condivisa di cannabis tra i
membri di una associazione no profit che distribuiscono il raccolto in un
circolo chiuso, proprio per porsi come alternativa ideale al mercato nero, al
mercato eventuale regolamentato molto dispendioso ed alle mancanze di fornitura
per i pazienti in terapia.

Articolo 18

I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale. Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare.

La nostra Costituzione legittima il diritto di associazione, inteso come la libera unione di cittadini (la formazione sociale a cui si fa riferimento nell’art. 2) e tale diritto si esplica senza l’autorizzazione dell’autorità, differenziandosi dalla politica di controllo esercitata dal regime fascista. Il diritto di associazione, che per sua natura può avere un carattere stabile e duraturo, viene tutelato costituzionalmente, sempre che mantenga i caratteri di legalità, di trasparenza e di non violenza.

Costituzione Italiana