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Manifesto per la Cannabis Libera

Direzione FreeWeed

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318

Realtà Operative Promotrici

89300

Firmatari della Proposta di Legge

8000000

Consumatori Stimati

150000

Coltivatori per Uso Personale Tutelati

50000

Pazienti tutelati

541

Milioni di Euro risparmiati dalla Magistratura

228

Milioni di Euro risparmiati in Sicurezza

9

Miliardi di Euro sottratti alle Narcomafie

3000000000

Incassi Tassazione per Stato

350000

Nuovi Posti di Lavoro

1

Unico Obiettivo: Liberalizzazione

1

L’articolo 1 (Condotte lecite e Coltivazione in forma personale) inserisce la coltivazione di cinque piante, senza limiti di genetica o di cannabinoidi, tra le condotte lecite. Se si volesse superare le cinque piante per motivi personali, occorre effettuare una comunicazione obbligatoria. Viene introdotto il divieto di lucro sul prodotto e l’obbligo di detenzione del raccolto lontano dai minori.

2

L’articolo 2 (Associazioni non profit di coltivatori e consumatori) inserisce la possibilità di istituire associazioni di coltivatori e di consumatori senza possibilità di trarre profitto dal prodotto coltivato.

3

L’articolo 3 (Detenzione, possesso e consumo di Cannabis) definisce i parametri della detenzione ad uso personale. Per il coltivatore sarà possibile la detenzione nelle proprie aree private del raccolto intero senza massimali purché la coltivazione sia nei limiti delle cinque piante. Per il non coltivatore sarà possibile detenere nelle proprie aree private un quantitativo dimostrabile da controprova fiscale. Oltre i 200 grammi diviene necessaria la fattura intestata alla persona fisica. In caso di non rispetto delle disposizioni nelle proprie aree privata è comminata una sanzione amministrativa pecuniaria di euro 250 oltre al sequestro del prodotto, aumentata ad euro 2.500 alla prima recidiva. Fuori dalle proprie aree private, per tutti i maggiorenni sarà possibile detenere fino a 15 grammi di Cannabis o derivati. Oltre i 15 grammi la detenzione è legale solo se dimostrata da controprova fiscale e solo nel giorno dell’acquisto al fine di facilitare il trasporto nelle proprie aree private. Sopra i 15 grammi e fino a 25, fuori dalla data di tolleranza per il trasporto, verrà applicato il sequestro del prodotto e la segnalazione del nominativo. In caso di recidiva la sanzione sarà di 250 euro oltre al sequestro. Sopra i 25 grammi o fuori dalla data di tolleranza per il trasporto verrà applicata una sanzione di euro 500 con relativa sottoposizione a indagine del consumatore e sequestro immediato del prodotto. Il consumo sarà libero ma sarà vietato fumare nelle aree con dichiarata presenza di minori. La multa comminata sarà di 250 euro. Vengono introdotti i nuovi test di sobrietà sul campo standardizzati (TSCS) per testare l’effettiva abilità alla guida a prescindere dall’assunzione di THC.

4

L’articolo 4 (Sanzioni amministrative) prevede la disapplicazione, relativamente alla Cannabis, degli articoli 75, 75-bis e 79 del testo unico sugli stupefacenti, eliminando ogni sorta di sanzione amministrativa accessoria correlata al consumo personale di Cannabis.

5

L’articolo 5 (Mercato libero della Cannabis) introduce il mercato libero della Cannabis con precisi parametri. L’accesso al mercato sarà riservato a cittadini maggiorenni, si potranno aprire attività richiedendo il certificato antimafia alla prefettura, previa apertura della partita IVA dedicata, i negozi non potranno essere collocati a meno di 50 metri da edifici scolastici o parchi pubblici e non potranno vendere alcolici né tabacchi lavorati. Sulle confezioni dovrà essere precisamente indicato il quantitativo di cannabinoidi presenti, il metodo di essiccazione, le modalità di preparazione ed il profilo microbiologico completo. Il numero di piante per le attività sarà illimitato purché venga tenuta traccia del numero delle piante, dell’area dedicata alla coltivazione, del raccolto prodotto e della quantità venduta; il fondo di magazzino deve essere registrato e monitorato su di un apposito registro soggetto ai controlli della Guardia di finanza. In caso di violazione delle regole si incorrerà nell’articolo 73 del testo unico sugli stupefacenti con l’accusa di spaccio. La cessione a soggetti minorenni prevede il raddoppio delle pene previste oltre all’interdizione. Viene inoltre introdotto l’obbligo di coltivazione nel rispetto dell’agricoltura biologica. Allo stesso modo viene previsto uno speciale permesso per il trasporto di quantitativi superiori ai 15 grammi per le aziende registrate. Infine è introdotta una specifica aliquota fissa IVA del 25 per cento, dove il 3 per cento è dedicato al miglioramento delle infrastrutture scolastiche, del servizio sanitario e al miglioramento delle condizioni di vita delle persone con minor reddito.

6

L’articolo 6 (Uso medico della Cannabis) introduce specifiche migliorie strumentali al Sistema sanitario nazionale, aumentando la diffusione di informazioni sulla Cannabis come terapia, permettendo le autorizzazioni per enti e aziende locali all’approvvigionamento del sistema sanitario e allargando lo spettro di patologie curabili secondo gli studi scientifici. Viene data la possibilità per tutti i professionisti sanitari riconosciuti dal Ministero della salute di prescrivere direttamente la Cannabis, aumentare il numero di piante coltivabili per il paziente e di mettere a disposizione il laboratorio per le analisi sanitarie a tutti i soggetti coltivatori, ovviamente dietro pagamento della prestazione.

7

L’articolo 7 (Relazione alle Camere) impegna il Presidente del Consiglio dei ministri a presentare alle Camere una relazione annuale sullo stato di attuazione della stessa legge e sui suoi effetti.

8

Articolo 8 (Effetti penali ed amministrativi) indica che a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge cessano l’esecuzione e gli effetti penali e amministrativi delle condanne irrogate ai sensi degli articoli 73, 75, 75-bis e 79 come consentite ai sensi della presente legge. Sono inoltre cancellati dal casellario giudiziale i riferimenti a reati commessi negli ultimi cinquanta anni che rientrano tra le nuove condotte lecite.

9

Articolo 9 (Entrata in vigore) disciplina l’entrata in vigore delle disposizioni a decorrere dal sessantesimo giorno successivo a quello della pubblicazione della legge nella Gazzetta Ufficiale.

Siamo lieti di annunciare la realizzazione congiunta ed il deposito del Manifesto per la Cannabis Libera al Senato della Repubblica Italiana, aperto alla sottoscrizione pubblica e sul quale svilupperemo la pressione territoriale e telematica tesa al cambiamento delle odierne politiche sulla cannabis che penalizzano i consumatori ed i coltivatori per uso personale oltre a creare un grosso danno sociale, su diversi livelli, nel nostro Paese.

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Con questa proposta vogliamo tracciare un importante percorso comune che abbia come obiettivo finale unico e chiaro la liberalizzazione totale della cannabis. Siamo oltre 300 realtà associative ed aziendali, con il supporto fisico di 90937 cittadini tra cui migliaia di attivisti.

Con questo Manifesto vogliamo lanciare un forte messaggio affinché ogni cittadino possa valutare autonomamente se sia giusto o meno un deciso cambio di approccio sul tema, passando da un proibizionismo irreale ed irrealizzabile evidentemente anacronistico ed antiscientifico, che di fatto condanna persone per condotte innocue e personali, ad una regolamentazione della cannabis proficua a livello sociale ed economico.

A meno che non si reputi giusto arrestare innocenti e regalare miliardi alle narcomafie sostenendo speculazioni aziendali su pazienti nel circuito farmaceutico: la scelta è di ciascuno di noi.

Crediamo fortemente che un sostegno comune su questa tematica da parte di tutte le realtà che da anni si battono per la Cannabis e per l’antiproibizionismo sia fondamentale, soprattutto nel contesto legislativo attuale che tende a disgregare la pressione comune dividendo vari piani di interesse applicativo e creando diverse normative conseguenti.

Non si deve tendere a dividere i campi di utilizzo, seppur esistano mille sfaccettature della cannabis, tutte ugualmente importanti, ma, ora come ora, l’arresto e la persecuzione dei cittadini per una loro scelta personale deve essere punto cardinale a dispetto delle politiche associative di business e sviluppo di filiere agroindustriali o farmaceutiche, che sicuramente si possono portare avanti, ci mancherebbe, ma possibilmente inserendo nelle discussioni un messaggio basilare di libertà totale per i consumatori e coltivatori di cannabis per uso personale.

La tematica dei Diritti Umani ci coinvolge tutti, in prima persona e trasversalmente, ed è tempo di schierarsi apertamente e chiaramente verso il loro riconoscimento e la loro tutela.

Purtroppo nei tempi odierni non basta solo esporre i propri ideali, come bene rappresentato nella Carta dei Diritti depositata al Parlamento Europeo nel 2015, ma occorre anche proporre una risposta sociale e politica alla situazione di discriminazione attuata oggi sulla cannabis e sui consumatori. Così, in collaborazione con numerose realtà ed attivisti sul territorio, abbiamo redatto una proposta collettiva completa che possa porsi come base legislativa per una futura necessaria riforma normativa sulla tematica.

L’attuale situazione di persecuzione nei confronti dei coltivatori e consumatori per uso personale deve finire al più presto; è assurdo che coltivare qualche pianta per il proprio fabbisogno sia ancora considerato reato, con tutte le conseguenze legali connesse.

Se si vuole migliorare bisogna dunque affrontare la situazione normativa dalla base, ragionando per cambiare il testo unico sugli stupefacenti, legge che ci accomuna e penalizza tutti, spostando l’attenzione sui diritti, partendo dalla coltivazione personale e dalla tutela del consumatore, per poi aprirsi a garantire il mercato, e non viceversa come si vorrebbe fare ora in tutti i settori, altrimenti gli effetti negativi sono esattamente quelli che abbiamo sotto gli occhi tutti, con passi che più che avanti sembrano essere di lato e mirati solo all’arricchimento di pochi privilegiati.

La proposta di riforma normativa collettiva, strutturata in otto punti focali, è stata redatta insieme a decine di attivisti, realtà, aziende ed associazioni attive sul territorio nazionale sulla tematica. E’ frutto dell’intenso ed appassionato lavoro volontario di tante persone ed è concepita al solo fine di porre una prima, fondamentale base normativa che regolamenti finalmente la cannabis in modo da terminare questo infausto periodo di ingiusta proibizione e persecuzione.

L’obiettivo è strutturare una base di legge per proporla al Governo della nostro Paese, al Presidente del Consiglio, al Ministro della Giustizia, al Ministro dell’Interno, al Ministro della Salute ed al Ministro dell’Economia e del Lavoro in particolare affinchè venga finalmente discussa ed approvata.

La proposta descritta in questo Manifesto per la Cannabis Libera, centrata sui diritti delle persone, ha come obiettivo l’avviamento di un reale avanzamento propositivo che tenda a cambiare le normative anacronistiche e surreali che regolano la nostra amata pianta nella sua totalità, oltre a voler divenire strumento di aggregazione su tematiche che siano orientate maggiormente verso l’ambito socio-culturale rispetto all’attuale orientamento mediatico economico che si vuole imprimere forzatamente alle argomentazioni, sviluppando quindi il necessario dibattito giuridico e creando un’unità di messaggio fondamentale per poter sviluppare insieme un nuovo approccio mentale e soprattutto una nuova politica sociale sulla tematica cannabis.

I nostri obiettivi, le nostre intenzioni e le nostre aspirazioni sono contenute in questo Manifesto per la Cannabis Libera che rappresenta, con la sua sottoscrizione, il nostro impegno a seguirne le linee guida e volerne realizzare i contenuti rendendoli apprezzabile realtà nello Stato Italiano.

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  1. Dovrebbero levare dal commercio le sigarette quella é droga! La mia maria non é droga è vita. #nonsitoccamaria

10 Replies to “– — MANIFESTO COLLETTIVO — – — – Una Legge per la Società – — La più grande azione politica, collettiva ed apartitica, della Storia della Repubblica Italiana promossa dalla Società Civile a favore di una nuova Legge per la Liberalizzazione della Cannabis.”

  1. We’re a group of volunteers and opening a new scheme in our community. Your website offered us with valuable info to work on. You’ve done an impressive job and our whole community will be grateful to you.

  2. La legalizzazione della cannabis è importante sia per l’economia italiana che ne trarrebbe veramente tanti soldi, sia per la libertà di scelta dei cittadini che più volte si sono esposti a favore della legalizzazione e sempre respinto dal governo. È l’ora che l’Italia guardi avanti e si evolva e pensi al futuro dell’economia.

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